sabato 23 maggio 2009

Strage di Capaci, Napolitano ricorda Falone e Borsellino

STRAGE DI CAPACI, NAPOLITANO RICORDA FALCONE E BORSELLINO

Sabato 23.05.2009 09:44

STRAGE DI CAPACI - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano questa mattina ha reso omaggio alle vittime della strage di capaci nel giorno del 17esimo anniversario dell'eccidio in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Il Capo dello Stato si e' recato presso la Caserma Lungaro della Polizia, a Palermo, e dopo le note del Silenzio e la deposizione di una corona di fiori ha incontrato i familiari delle vittime di mafia. Al suo fianco il presidente del Senato Renato Schifani e il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Presenti anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli, il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo e il sindaco di Palermo Diego Cammarata, oltre ad esponenti politici e rappresentanti delle forze dell'ordine.
LA NAVE DELLA LEGALITA' - E' attraccata nel porto di Palermo la 'Nave della legalita'' partita ieri sera da Napoli. A bordo 1400 studenti provenienti da tutta Italia accompagnati dai responsabili della Fondazione Falcone, che ha organizzato il viaggio, dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e dal procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. Ieri sera dopo la cena consumata in mensa dal ministro con alcuni studenti delle consulte, si e' tenuto un dibattito a cui ha partecipato anche Vincenzo Cotticello, l'imprenditore siciliano che si e' ribellato al pizzo; ha raccontato la sua vicenda e ha invitato i ragazzi a non sottostare mai alle intimidazioni e a difendere la propria dignita'. Fernanda Contri ha ricordato Giovanni Falcone, con alcuni toccanti episodi e ha concluso: "Voi che siete giovani potete combattere. Il peso del futuro della societa' e sulle vostre spalle. Coraggio ragazzi, ce la potete fare". Il ministro Gelmini ha risposto in particolare alla domanda di uno studente sulle raccomandazioni, sottolineando che sono un fatto negativo da contrastare richiamando spesso il valore della legalita' e l'importanza del ruolo della scuola. Infine Grasso ha riferito la sua esperienza di magistrato accanto a Falcone e a Borsellino e ha fatto notare ai ragazzi come la mafia non sia solo un fatto criminale ma un fenomeno che incide sull'economia e la societa' e sulla vita di ognuno di noi. Dalla nave gli studenti sono usciti gia' organizzati in corteo dietro una serie di striscioni. In testa quello della scuola elementare Marconi di Venturina che recita 'esistono uomini che vivono cento anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno ma con la testa in alto'. Lo striscione e' tenuto da sei giovani, dal ministro Gelmini e dal procuratore Grasso.
Palloncini colorati, musica e il grido cadenzato, 'Giovanni e Paolo' e 'Palermo e' nostra e non di Cosa nostra', hanno accolto sul molo il corteo uscito dalla nave. Dei giovani del Teatro Bellini di Catania "arte contro cosa nostra" hanno ballato sul ritmo sincopato di "prima di sparare pensa" di Federico Moro, cantata al microfono da una bimba di nome Chiara. Sul palco si sono alternati Gelmini, Grasso, don Pennisi e Maria Falcone, che nel salutare studenti e insegnanti ha citato una frase di Bufalino: "La mafia sara' vinta da un esercito di maestre elementari". "La vostra presenza cosi' numerosa - ha detto don Pennisi - testimonia che a perdere e' stata la mafia". "Avete intrapreso un viaggio - ha aggiunto - con una meta, la vostra vita ha uno scopo, una speranza: su questo l'Italia deve puntare per vincere la criminalita'".
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